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Informazioni sull'Iran
Frontiere Marine nel "Golfo Persico" e la questione delle isole di Abu Mussa e Grandi e Piccole Tunbs
Oct 28, 1999, 09:48
Frontiere Marine nel "Golfo Persico" e la questione delle isole di Abu Mussa e Grandi e Piccole Tunbs
Introduction
L'annuncio, nel gennaio 1968, da parte del governo britannico della decisione di porre fine alla "Pax Britannica" nel Golfo Persico e' risultata in un senso di urgenza verso una cooperazione pi stretta tra gli stati della regione. La risoluzione delle differenza territoriali e delle frontiere divenne perci una necessit, specialmente nelle aree in cui lo sfruttamento dei nuovi giacimenti petroliferi stava crescendo rapidamente.

Con una profondit di circa 50 metri, l'intero Golfo Persico e' una estesa secca continentale, e la sua forma rettangolare,mette i territori iraniani dall'altro lato dei territori di molti stati arabi della sponda meridionale.

Nel 1965, l'Iran condusse negoziati con la Gran Bretagna per la delimitazione delle aree marittime , che stabilirono che la linea mediana del mare fosse un principio sul quale la secca continentale tra l'Iran e i suo vicini arabi dovevano essere divisi. Fu sulla base di questo principio che furono raggiunti gli accordi di delimitazione della aree marittime.
Prima che furono scoperti i giacimenti petroliferi lungo le frontiere marittime, l'Iran decise di rafforzare un provvedimento all'interno dei suoi accordi con gli stati della sponda opposta al fine di evitare ulteriori sfruttamenti di tali giacimenti. Secondo questo provvedimento, che e' citato in tutti gli accordi sulle frontiere della secca continentale, se una struttura petrolifera si estende lungo la frontiera e potrebbe venir sfruttata dall'altro lato, non ci sarebbe o non ci dovrebbe essere adempimento e completezza entro 125 metri della frontiera senza l'accordo comune delle due parti. L'area del divieto di esercitazioni e' di 500 con l'Arabia Saudita.
Ignorando le frontiere interne degli Emirati Arabi,gli otto stati littorali al Golfo Persico hanno bisogno di almeno 16 confini continentali tra di loro. Di questi, solo sette sono stati oggetto di negoziati, di cui quattro riguardano l'Iran. Due dei problemi piu' complicati legati alla determinazione dei confini che sono stati risolti in questo periodo sono quelli relativi al 1968 tra Iran ed Arabia Saudita e la risoluzione del 1971 tra Iran e Sharjah sull'isola di Abu Mussa. Cio' fu seguito da un numero di altre questioni risolte: la divisione della frontiera continentale tra Iran e Qatar nel 1970; quella tra l'Iran ed il Bahrein nel 1972; quella tra l'Iran e l'Oman e, sempre nello stesso anno, quella tra Iran ed Iraq. Le frontiere marittime tra Iran e Kuwait, nella punta del Golfo Persico, fu risolta da un accordo tra le due parti nel 1962, ma tutt'oggi non in vigore a causa delle persistenti dispute territoriali dell'Iraq con Iran e Kuwait.
Le frontiere marittime nelle due aree del Golfo Persico non sono state ancora oggetto di risoluzione. Queste sono le aree nord occidentali tra Iran, Kuwait Iraq e l'area tra l'Iran e gli Emirati Arabi a causa delle incertezze che relative alle tre isole.
La questione delle tre isole ( Abu Mussa e Piccole e Grandi Tumbs)
Nel diciannovesimo e ventesimo secolo gli inglesi occuparono numerose isole iraniane nel Golfo Persico, sia direttamente che per presunta sovranita' per i cosi' detti 'Trucial Emirates'. Tra queste isole vi furono le Tunbs, Abu Musa, oltre che Qeshm, Hengam e le isole Sirri.
Una 'Mappa della Guerra',presentata dal ministro britannico allo Scia' a Teheran nel 1888 confermo' che tutte quelle isole appartenevano all'Iran. La causa dell'Iran fu ulteriormente rafforzata con la pubblicazione, nel 1892 di 'Persia e Questione Persiana' di Lord Curzon nella cui mappa erano presenti le isole come territorio iraniano.
Il timore britannico di un'interferenza russa nel Golfo Persico si intensifico' all'inizio del ventesimo secolo. Nel 1902 un incontro segreto all'ufficio estero britannico decise che le isole strategiche vicino allo Stretto di Hormuz dovessero essere occupate. Questa decisione fu comunicata agli amministratori politici inglesi in India e nel Golfo Persico in un memorandum datato 14 luglio 1902. Un anno dopo,il governo dell'India sanziono' le tre isole di Tunbs e Abu Mussa nel nome dello sceicco di Sharjah.
L'Iran era sull'orlo di una guerra civile e l'autorit del governo centrale era debolissima. Gli iraniani impiegarono un anno per capire cosa era successo. Durante il suo viaggio nei porti e nelle isole meridionali nell'Aprile 1904, il direttore delle dogane iranianesi accorse che la bandiera iraniana su quelle isole fu sostituita da quella dello sceicco di Sharjah. Costui tolse la bandiera iraniana. Commissiono' anche due guardie armate ad Abu Musa. La bandiera iraniana fu di nuovo abbassata e le due parti decisero di mantenere lo status quo in infiniti negoziati.
Nel frattempo, l'Iran continuo' a lottare per riottenere le sue isole mentre l'ufficio doganale iraniano scrisse al governo nel luglio 1927, chiedendo azioni contro il commercio illegale sulle tre isole. Una piccola flotta della marina iraniana fu spedita a riprendere Abu Musa e le due isole Tunbs e risolvere il problema.
I negoziati anglo-iraniani del 1928
Quando nel 1928 l'Iran era pronto a portare la sua disputa territoriale con la Gran Gretagna alla Lega delle Nazioni, gli inglesi erano d'accordo a negoziare lo status delle isole Tunbs, Abu Mussa e Sirri. Questi negoziati cominciarono nel gennaio 1929 e continuarono ino a meta' primavera del 1929 senza tuttavia alcun rogresso. Il governo conservatore di Baldwin fu sostituito nel maggio di quell'anno dal governo laburista, e Arthur Henderson sostitui' Chamberlain come Segretario agli affari esteri. Henderson mostro' una linea piu' protettiva verso il ruolo coloniale britannico nel Golfo Persico a porto' i negoziati di Clive con gli iraiani sull'affare delle isole Tunbs e Abu Mussa alla fine. Questo porto' gli iraniani a provare a riprendersi le isole negli anni 30 tramite una serie di azioni.
Lo Sceicco di Ras-Al-Kheimah restituisce l'isola di Tunb
Nel 1934,il governatore di Badar Abbas e altri ufficiali iraniani visitarono la grande Tunb. Questa visita fu il risultato di un accordosegreto con lo sceicco di Ras al Khaimah secondo il quale lo sceicco doveva togliere la sua bandiera nell'isola di Tunb e mettere quella Iraniana. Precedentemente, una nave da guerra iraniana nelle acque territoriali di Tunb confisco' un battello della Costa Truciale. Queste attivit attirarono l'attenzione dei britannici i quali protestarono vivamente contro ci che stava succedendo nell'isola. Il governo iraniano fu inoltre informato che il governo britannico avrebbe portetto, come ultima risorsa, gli interessi degli sceicchi con la forza. Essi intervennero alla fine di questo episodio e invertirono l'andamento delle cose.
Ulteriori sviluppi
Quando,alla fine del 1948,gli iraniani espressero la volont portare gli uffici amministrativi sulle isole Tunb e Abu Mussa,i britannici ignorarono tale volont. Nel 1949 ci furono voci, prima che l'Iran si preparasse a riferire il caso alle Nazioni Unite, che i britannici intendevano occupare le isole con la forza. Successivamente, il governo iraniano ricevette una nota dall'ambasciata britannica a Tehran ricordandogli quale fosse l'intenzione del governo britannico. In cambio, gli iraniani issarono un'asta sull'isola Piccola Tunb nell'agosto di quell'anno, che la marina reale britannica rimosse immediatamente.
Le proteste dell'Iran e le azioni volte a riottenere queste isole continuarono fino all'inizio del ritiro britannico dalla regione. Comunque, il caso fu risolto tramite negoziati che durarono per tutto l'anno 1971, tra l'Iran e la Gran Bretagna,con quest'ultimo che agiva a nome dei suoi protettorati degli emirati. Questo fu la conseguenza di circa 68 anni di proteste iraniane e richieste per riottenere le isole. Diversamente dalle affermazioni fatte da qualcuno, non si trattava di occupazione, ma piuttosto di qualcosa che era stato negoziato precedentemente. Se non fosse stato cosi',gli inglesi avrebbero protestato contro la firma del Memorandum della compresione, tra l'Iran ed il suo protettorato, l'emirato di Sharjah, concernente lo status dell'isola di Abu Musa e contro la presa da parte dell'Iran delle due isole Tunbs.
Riprendono le controversie sulle isole
Nell'aprile 1992, le autorita' iraniane impedirono ad un gruppo di cittadini non iraniani provenienti da Sharjah, di entrare ad Abu Mussa. Il Consiglio supremo degli Emiratati Arabi si riuni' il 12 maggio di quell'anno per discutere della questione e decise che gli impegni presi da ognuno degli stati membri prima del 1971 dovessero essere considerati come impegni assunti dall'intera Unione.
Nuovamente, il 24 agosto le autorita' iraniane impedirono l'ingresso ad Abu Mussa, a circa un centinaio di persone di diversa nazionalita'. Gli iraniani dissero di aver preso quella decisione poiche' si sospettava di azioni sospette da parte di quelle persone nella parte araba di Abu Mussa, con individui armati provenienti da altri paesi, compresi i paesi occidentali.
Dall'altra parte, gli Emirati Arabi,che non smentirono mai apertamente le accuse di violazione del patto del 1971, accusarono l'Iran di impedire ai cittadini degli emirati di entrare ad Abu Mussa, facendo richeste di visti.
La tensione comincio' a calare verso la fine del 1992, ma nel dicembre dello stesso anno, la dichiarazione di chiusura del tredicesimo summit del consiglio di cooperazione dei paesi arabi del golfo, annunciata ad Abu Dhabi, chiese esplicitamente all'Iran di terminare l'occupazione delle isole Tunbs.
Alcune delle argomentazioni degli Emirati
Ecco due delle principali argomentazioni fatte dagli Emirati e la risposta dell'Iran:
1-Priorit nell'occupazione: La prima delle argomentazioni riguarda la 'priorit dell'occupazione'. Questa affermazione e' vaga ed ignora i seguenti fatti:
A-Mentre gli Emirati fecero la loro comparsa nella mappa politica della regione solo nel 19simo secolo, l'Iran era una nazione antica ed era l'unico governo esistente in prossimit delle isole.Tutti i documenti storici dimostrano che tutte le isole della parte settentrionale del Golfo Persico sono sempre appartenute all'Iran.
B-Ras al-Khaimah non esisteva all'inizio del 20simo secolo, e Sharjah non era un emirato di dimensioni territoriali tali da da rivendicare i territori costieri. Lo sceicco era un capo tribale sotto protezione britannica, la cui autorita' era al popolo tribale senza definizione territoriale. Non bisogna dimenticare il fatto che il pretesto britannico di prendere il controllo del Golfo Persico era sopprimere le attivita' delle stesse tribu', chiamati poi da loro 'pirati' con nessuna entita' politica, lasciarono solo la dimensione territoriale.
C-Nel diciannovesimo secolo,l'Iran aveva preso in prestito arrangiamenti con l'Oman, secondo ai quali Fath Ali Shah nel 1811 e Nasser ad-Din Shah nel 1856 avevano dato assicurazione al sultano di prendere in presito il titolo a Bandar Abbas, Minab e le aree costiere del Golfo persico meridionale da est ad ovest finanche al Bahrein. Se tutte queste aree appartenevano all'Iran, le isole di Abu Musa e le due Tinbs non potevano non essere state occupate.
D-La sovranita' e la proprieta' dell'Iran su quelle isole, come sulle altre aree del paese, furono tranquillamente riconosciute senza bisogno di una qualche bandiera di identita'. Occupare o prendere possesso di un territorio issando le proprie bandiere fu un concetto nuovo introdotto nella regione dalle potenze europee.
E-Tuttavia, nel 1887 l'Iran isso' bandiere a Sirri ed Abu Musa per affermare la sua proprieta' su queste isole dopo aver smentito i vice-governatori Qasemi, di Bandar Lengeh.
F-I documenti geografici degli storici arabi ed islamici dell'era post-islamica confermano che tutte quelle isole appartenevano all'Iran.
G-La proclamazione, negli anni 1840 da parte del primo ministro Haji Mirza Aqasi della proprieta' iraniana di tutte le isole nel Golfo Persico non fu contradetta da nessun governo di allora.
H-Un documento ufficiale britannico dimostra che dopo il trasferimento di una parte della famiglia Qasemi a Lengeh, la famiglia occupo' le isole iraniane, probabilmente nel 'periodo confuso seguente alla morte di Nadir Shah'. Questa storia ammette che le isole Tunbs, Abu Musa e Sirri appartenevano all'Iran e furono occupate ingiustamente in un periodo in cui l'Iran non aveva nessun leader.
I-Piu' di 25 mappe britanniche ufficiali o quasi ufficiali del 18simo e 19simo secolo confermano la proprieta' iraniana di tutte queste isole.
J-Sir E. Beckett,esperto legale del governo britannico all'ufficio degli Esteri (che piu' tardi fu giudice della corte internazionale di giustizia) disse nel 1932 che gli iraniani avevano la sovranita' sulle isole Tamb ed Abu Musanel 1887-88.
2-La corrispondenza del diciannovesimo secolo:
A parte il ricorso a questi vecchi ed inutili argomenti avanzati dai britannici durante l'era coloniale, gli Emirati basano le loro affermazioni su queste isole su un numero di lettere scambiate tra i Qasemi di Bandar Lengeh, Sharjah e Ras al-Khaimeh. Alcune di queste lettere risalgono al 1864.Queste lettere sono contradittorie e affermano cose non vere per quanto riguarda varie localita' nella regione.
La piu' importante di queste lettere fu scritta dallo sceicco Yousef al Qasemi di Bandar Lengeh allo sceicco di Ras al-Kheimah, nelle quali quest'ultimo afferma: "l'isola di Tunb e' attualmente ed in realta' per te". C'e' poco dubbio sulla natura di questa affermazione come un complimento normale orientale. Poche righe sotto, lo sceicco Yousef aggiunge un altro complimento:"e la citta' di Lengeh e' per te". Nessuno si e' mai fatto o ha mai avuto illusioni allora o in qualsiasi momento, che Port Lengeh non e' mai appartenuta a nessun altro fuorche' l'Iran. Quando questa affermazione che Lengeh apparteneva allo sceicco di Ras al Khaimeh non puo' che essere presa come un complimento, bisogna chiedersi, come si puo' prendere sul serio tale affermazione sull'isola di Tunb? Certamente l'espressione 'mi case es su casa' non doveva essere usata.
Quando nel 1929 re Abdul Aziz dell'Arabia Saudita scrisse allo sceicco del Bahrein lamentandosi sul trattamento dei suoi affari li', ricevette una lettera dallo sceicco la quale affermava che 'Bahrein, Qatif, Hasa e Nejd tutte appartengono a sua maesta'". Certamente l'inclusione del Bahrein su quella lista non poteva che essere stato un puro e semplice complimento.
La reazione internazionale
La reazione internazionale alle affermazioni degli Emirati Arabi riguardo alle isole iraniane delle due Tunbs e di Abu Musa furono imparziali, nonostante dieci anni di propaganda da parte di Abu Dhabi per politicizzare ed internazionalizzare la questione. Nonostante la questione delle affermazioni di routine da parte della Lega Araba e dei paesi arabi che costituivano il Consiglio di Cooperazione del Golfo ( Persico) in appoggio alla posizione degli Emirati, gli stati arabi in generale rimangono imparziali e si scusano privatamente alle autorita' iraniane "per aver sottoscritto" quelle affermazioni. Questa ipocrisia rappresenta chiaramente lo scetticismo arabo di queste dichiarazioni, specialmente in un momento in cui la cooperazione arabo-iraniana e' alta nell'agenda politica di entrambe le parti nel Golfo Persico.
Delle maggiori potenze dell'Occidente, nessuna si e' schierata in questa disputa. I politici di volta in volta hanno provato ad appoggiare Abu Dhabi ma hanno smesso appena si sono ricordati della loro imparzialita' nel caso. Cio' era vero in particolare per il Ministro degli Affari Esteri britannico, il defunto Derrick Fatched. Egli interruppe tutte le attivita' che aveva avviato in supporto di Abu Dhabi non appena lo studioso e ricercatore iraniano "Dr. Pirouz Mojtahedzadeh" gli scrisse e gli ricordo' che fu proprio il suo governo che aveva negoziato e trovato una soluzione sulla questione delle isole con l'Iran nel 1971.
Similarmente,una recente pubblicazione Gulf 2000 ( della Columbia University), Sicurezza nel Golfo Persico, edito dal controverso ed opportunista Gary Sick ( uno degli ex consiglieri di Jimmy Carter e famoso lobbista filo-Khatami negli Usa) ed il suo vice, Dr. Lawrance Potter,mostrano la loro parzialita' a favore degli Emirati. Mentre il contributo iraniano a questo libro non rappresenta una fonte ben informata dei fatti, Dr. Al-Alkim, il promotore delle affermazioni delle rivendicazioni territoriali degli Emirati contro l'Iran ha diritto a scrivere su questo libro, per lanciare anche un attacco personale al contributo di Pirouz Mojtahedzadeh al dibattito accademico sulla questione. Egli dicharo' che il lavoro di Mojtahedzadeh nel presentare le 'rivendicazioni' dell'Iran sulle isole Tunbs ed Abu Musa e' inutile ed inefficace. Tutto cio' nonostante il fatto che Mojtahedzadeh scrisse in anticipo al Dr. Potter, ricordandogli che era la loro parzialita' nella questione era evidente. Per di piu', normalmente non e' necessario nessun riferimento ad un lavoro inutile ed inefficace in un libro accademico. Non solo tali pretese mettono in dubbio l'imparzialita' del libro,ma comportano anche la scontentezza con l'effettivita' del lavoro do Mojtahedzadeh, che assicuro' isolamento degli Emirati nella regione tantoche' Abu Dhabi si vide costretta ad abbandonare le sue politiche anti-iraniane nel 2002. Non e' sicuro che Dr. Al-Alkim abbia letto qualcosa degli scritti di Mojtahedzadeh o degli altri storici e studiosi. Una volta, in un seminario a Londra, Mojtahedzadeh gli diede una copia della sua collezione di fatti e documenti "Le isole di Tunbs ed Abu Musa"(CNMES/SOAS 1995), ma Al-Alkim rifiuto' di leggerla.Se egli avesse letto quel libro o qualche altro studio accademico sulla posizione iraniana riguardo alla questione delle isole, saprebbe benissimo che l'Iran non 'pretende' queste isole; l'Iran le possiede ed ha la sovranita' ed il controllo su queste isole. E' piuttosto Abu Dhabi che le vuole per se'.
Infine, riferendosi a questa questione come'questione non risolta', l'ooportunista e controverso Gary Sick e Lawrance Potter sono parziali nel trattare la questione delle rivendicazioni degli Emirati sulle isole Tunbs ed Abu Musa, e cio' si nota sin dall'inizio del libro. Considerando il fatto che l'Iran e la Gran Bretagna discussero leggittimamente della questione attraverso negoziati nel 1971, c'e' da chiedersi a quale questione non risolta essi si riferiscano?
Come guardiano legale degli Emirati in quel periodo, La Gran Bretagna concluse l'affaire negoziando il Memorandum nel 1971 tra l'Iran e Sharjah su Abu Musa, e acconsentendo alla restituzione incondizionata delle due Tunbs all'Iran. Quello che essi ignorano e' il fatto che se la questione non era risolta in qualche modo, la Gran Bretagna avrebbe avuto l'obbligo legale di protestare ufficialmente contro l'Iran. Invece, tutti sappiamo che il rappresentante britannico alle Nazioni Unite dichiaro', il 9 Dicembre del 1971 la risoluzione della questione come modello per la risoluzione di simili dispute territoriali ovunque nel mondo.
Conclusione di una "questione risolta"
I fatti storici sono evidenti e non hanno bisogno di prove. C'e' stato un'altro tentativo inutile di pretesa della proprieta' delle Tunbs, Abu Musa e Sirri annche per rinominarlo, che per alcuni millenni e' stato univeralmente conosciuto come territorio iraniano. Tentativi inefficaci di occupare il territorio iraniano, dividere le parti affermando che e' stato un gioco manipolato dal governo inglese, cosi' essi pensano di avere la proprieta' di ogni centimetro di terra e di acqua. Affermare non significa dimostrare l'evidenza sulla proprieta' di quelle isole.
Molti, inconsapevoli delle verita' storiche, cadono nella loro trappola per perdere tempo. E' facile essere ingannati per coloro che non ci trovano niente di male nello studiare la storia della regione. Coloro che non sono informati contribuiscono ad una guerra psicologica contro il popolo iraniano.
Negoziati tipicamente politici durante gli anni tra il 1971 ed il 1973, hanno convinto il governo britannico a rinunciare alle sue rivendicazioni. Il loro ambasciatore alle Nazioni Unite dichiaro' questa rinuncia davanti al mondo. I britannici non abbandonarono mai i loro tentativi di influenzare gli altri a rivendicare qualcosa a loro nome.
(*) Dr. Pirouz Mojtahedzadeh e' uno studioso molto conosciuto e prominente e molti suoi scritti sono considerati come riferimenti chiave nelle questioni internazionali.Il testo di sopra e' tratto da uno dei suoi discorsi fatto all'Universita' di Londra ( Regno Unito)
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