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Appello Internazionale per un Iran Libero Democratico e Laico
Jul 8, 2003, 09:51
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Noi cittadini di tutto il mondo, | |
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ritendendo che :
1. Le migliaia di militanti nonviolenti della democrazia, del diritto e della libertà che continuano in queste ore a scendere in piazza a Teheran sfidando la repressione del regime iraniano, con il coraggio di rivoluzionari nonviolenti, gridando "we want freedom", rappresentano la speranza concreta, l'utopia possibile di un Iran libero, democratico e laico.
2. La reazione inconsistente del presidente Khatami ha reso ancora più evidente, anche per gli stessi iraniani, che a sette anni dall'elezione di un cosidetto governo riformista nulla è cambiato in meglio, e che la democrazia, i diritti umani e la pace sono fondamentalmente incompatibili con un regime teocratico come quello iraniano, basato su una Costituzione che attribuisce poteri illimitati a clerici e non a persone elette dal popolo.
3. Le principali organizzazioni per i diritti umani (es. Amnesty International e Human Rights Watch) continuano a denunciare una sistematica repressione della libertà di pensiero e di associazione, guidata dalla magistratura, che ha portato in questi anni in carcere centinaia di studenti, giornalisti e intellettuali senza processo o a seguito di un processo iniquo, in un Paese dove vigono ancora la tortura, le esecuzioni capitali (anche per reati minori e mediante lapidazione). Tutto questo non sembra preoccupare seriamente né l'Unione Europea né i governi degli stati membri, che continuano a sostenere finanziariamente il regime degli Ayatollah, anche attraverso recentissimi progetti industriali.
4. Il movimento di massa che lotta per i principi inclusi nella Dichiarazione universale e del Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici, sta dando finalmente scacco a quanti vorrebbero attribuire a tali documenti un'impostazione e dei tratti esclusivamente "occidentali".
5. In una lotta nonviolenta, che si appella all'opinione pubblica internazionale e, tramite essa, ai governi democratici, il silenzio, la mancanza d'informazione, come gli studenti stessi affermano, li rendono isolati e ancora di più disarmati, inermi.
In particolare quanti hanno ripetuto in questi mesi incessantemente "la guerra democrazia non si afferma con le armi", sono ora chiamati al sostegno di chi, senza ricorrere alla lotta armata sta rischiando la vita e la libertà per un Iran libero, terra di individui con uguale diritti indipendentemente dalla propria razza, sesso, religione.
Esortiamo le Nazioni Unite, il Consiglio europeo e i loro stati membri:
1. a richiedere alle autorità iraniane il rispetto dei diritti umani e civili di tutti i cittadini iraniani tenendo fede a quanto dichiarato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e dalla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici entrambe sottoscritte anche dalla Repubblica Islamica dell'Iran e di mettere fine ai tentativi di promuovere governi teocratici in Irak ed altrove in Medio Oriente.
2. a richiedere alle autorità iraniane di consentire lo svolgimento di un referendum libero, sotto la supervisione di osservatori internazionali indipendenti, per la revisione della costituzione e l'istituzione di uno stato di diritto democratico e laico.
Esortiamo le Nazioni Unite, il Consiglio europeo e i loro stati membri a fare in modo che tali richieste non rimangano mere dichiarazioni verbali, ma che costituiscano per loro impegno e vincolo attraverso gli strumenti della politica estera ed internazionale. | |
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